Joan Baez, la studentessa rompiscatole a Palo Alto, che amò Bob Dylan e Steve Jobs

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Joan Baez nel 1963

Joan Baez nel 1963

A quindici anni aveva sentito per la prima volta un discorso sulla nonviolenza di Martin Luther King. E lei che  aveva già provato sulla sua pelle la discriminazione razziale, seguendo per gli Stati Uniti il padre Albert, scienziato messicano, uno degli inventori del microscopio a raggi x, si era commossa sino alle lacrime.

Due anni dopo, a 17, aveva messo in atto la sua prima protesta nonviolenta, rifiutandosi di partecipare ad un’esercitazione antiaerea alla scuola che frequentava, nella Bay Area di San Francisco, la Palo Alto High School. E all inizi della carriera. nelle prime tournée  si rifiutava di suonare in luoghi in cui ci fosse segregazione razziale. Cosa che negli stati del Sud significava esibirsi soltanto nei college per studenti afroamericani.

Il suo destino era diventare la voce e un’icona globale della protesta giovanile. Nata il 9 gennaio 1941, Joan Baez ha compiuto lo scorso gennaio i 75 anni.

A diciotto anni, al primo Newport Folk Festival, 1959, la sua prima importante esibizione, l’anno successivo il primo disco, “Joan Baez”, poi l’incontro (e una breve discussa storia d’amore) con Bob Dylan che consacra il suo ruolo di  cantante simbolo di quella stagione di contestazione, alla discriminazione razziale, alla guerra in Vietnam.

 

Un ruolo di impegno civile al quale resterà sempre aaa

Il 24 luglio 1970 il suo primo concerto in Italia, a Milano,

E una delle sue primissime apparizioni fu con un gruppo giovanile, per un raduno di Beth Jacob congregazione ebraica di Redwood City.

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