Paolo Andreani, nobile milanese del Settecento dal volo in mongolfiera all’avventura in canoa tra gli Irochesi

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E’ il 1784, nel parco di una villa nobiliare a Moncucco (Brugherio), non distante da Milano una folla emozionata naso all’insù segue la spericolata impresa di un nobile che primo in Italia si leva nel cielo, su una mongolfiera, il primo dopo il volo storico l’anno prima dei fratelli Montgolfier.
Il 25 febbraio, Paolo Andreani, ventunenne, conte dallo spirito avventuroso, sale in cielo con un pallone aerostatico assieme ai tre fratelli Gerli, ai quali ne aveva commissionato la costruzione, restando in aria per circa venticinque minuti.

E’ una sorta di prova generale, il 13 marzo davanti a centinaia di persone accorse dopo l’annuncio pubblico fatto dal temerario conte, Andreani sale con la mongolfiera percorrendo otto chilometri e arrivando a quota 1537 metri, suscitando grande clamore con la sua impresa.
Silenzio e timore occupavano l’immensa folla che dai palchi, dalle logge, dal giardino, dai campi era spettatrice attonita di quell’impresa nuova per loro e nuova a tutti i passati secoli”, scrisse Pietro Verri, protagonista del’Illuminismo italiano e testimone dell’evento.

Lo spirito di avventura di Andreani lo portò pochi anni dopo ad un’altra straordinaria impresa, oltreoceano.
Come ricorda Cesare Marino, nel 1790, Andreani raggiunto il nuovo mondo lascia New York e si avventura nella regione dei Laghi, oggi tra Usa e Canada, nei territori degli Irochesi a sud del lago Ontario.
Un tour di quasi duemila miglia su una canoa lunga una decina di metri con dodici uomini di equipaggio, prima di diventare l’anno successivo il primo europeo ad aver circumnavigato il Lago Superiore, partendo da Montreal.
Raggiungendo le sorgenti minerali di Saratoga, Andreani scoprì anche ed una curiosa comunità di quaccheri soprannominati “Shakers” per il bizzarro rituale di ballo che eseguivano nelle loro cerimonie.Shakers_Dancing

Andreani, ricorda Marino, compì esplorazioni di eccezionale valore scientifico e commerciale. Per i precisi resoconti su usi e costumi delle tribù di nativi americani incontrate. E per i dati raccolti che furono estremamente preziosi per il traffico di pelli.

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Ma Andreani osservatore attento delle civiltà dei nativi, che risentivano degli sconvolgimenti provocati dalla nascita degli Stati Uniti e dalla crescente colonizzazione, non risparmiò critiche severe alla politica espansionista degli americani ed al loro atteggiamento nei confronti delle tribù indiane. Critiche così dure e circostanziate da provocare quasi un incidente diplomatico con i neonati Usa…

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A Paolo Andreani è anche intitolata una via nel cuore di Milano, traversa di via Francesco Sforza.
Il diario di viaggio, Giornale 1790, a cura di Cesare Marino e con prefazione di Emilio Fortunato, e’ stato pubblicato da Clueb.

Qui l’edizione inglese da Google Books.

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