Eusebio Chini, gesuita e scienziato trentino del Seicento, padre dell’Arizona tra gli indiani Pima

 In Storie

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La sua statua e’ esposta in Campidoglio a Washington. Ma pochi sanno che Eusebio Kino (1645-1711), gesuita, scienziato ed evangelizzatore fra Seicento e Settecento tra gli indiani Pima dell’Arizona, si chiamava in realta’ Eusebio Francesco Chini, era nato in Trentino e fu straordinario uomo di pace e di cultura. Per ricordarlo, il 10 gennaio 2016 è stata celebrato il Kino Legacy Day al Tumacacori National Historical Park

MISSIONARIO ED ESPLORATORE – “Eusebio Francesco Chini fu il più caratteristico pioniere e missionario di tutto il Nord-America: esploratore, astronomo, cartografo, Costruttore di missioni e di fattorie, grande allevatore di bestiame e difensore delle frontiere. La sua vita non è solo quella di un individuo eccezionale: essa illumina la storia della cultura di gran parte dell’emisfero occidentale nella stagione pionieristica”, scrisse negli anni Trenta Herbert Eugene Bolton, tra i piu’ eminenti studiosi di storia ispano-americana.

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DALLA VAL DI NON AL MESSICO – Nato a Segno (Val di Non) nel 1645, erede di nobili proprietari terrieri, Eusebio Chini dopo gli studi si fece gesuita e prese il secondo nome di Francesco, dopo il voto fatto a San Francesco Saverio per una gravissima malattia contratta da ragazzo da cui guarì quasi miracolosamente.

A vent’anni entrò nella Compagnia di Gesu’, con la speranza di essere mandato in Cina. Fini’ invece in Nuova Spagna, il Messico, dove arrivo’ nel 1681 dopo un viaggio di tre anni durante il quale perfeziono’ la preparazione scientifica che aveva maturato in universita’ tedesche.Cambiato in Kino il suo cognome originale (che in inglese veniva letto piu’ o meno come “cinese”), partecipo’ a tre viaggi di evangelizzazione nella Bassa California, che per primo accerto’ essere una penisola e non un’isola come si credeva all’epoca.
Fu il primo impatto con gli indiani a convincerlo che l’approccio rozzo e militare degli spagnoli era sbagliato. Di li’ l’idea del suo grande piano missionario di trasformazione religiosa e civile, che sviluppo’ dal 1687 partendo dallo stato di Sonora (all’epoca Pimeria Alta), confinante con la California, per evitare i massacri commessi nel secolo precedente con Maya e Aztechi.

PADRE A CAVALLO – Chini mirava a una conquista pacifica, senza l’uso delle armi, attraverso i religiosi e gli stessi indio. Voleva che le missioni fossero collegate ad attività economiche, che le rendessero indipendenti. Cambiò gli indiani Imeri, Sobaipuri, Pápago, Gila, Pima in popolazioni di agricoltori e allevatori, facendo importare dall’Europa grano, svariate colture e bestiame di ogni genere, trasformando presto le valli ricche di acqua si trasformarono in zone fertili, spesso saccheggiate dagli Apache, tribù nomadi più violente, ai quali Chini non era mai giunto, obbligando i proprietari a difendersi.
Predicava il Vangelo, spesso mediante un interprete. Dopo una sommaria istruzione battezzava i moribondi e i bambini. Formo’ una rete di comunità, che visitava regolarmente per istruzione, culto e animazione comunitaria, con tale frequenza da guadagnarsi il soprannome di “padre a cavallo”.In genere i suoi insegnamenti venivano accettati da popolazioni di cui difendeva strenuamente costumi e cultura, tollerandone anche alcuni eccessi. Chini si impegnò nella difesa della dignità degli Indiani di Sonora, opponendosi agli obblighi di lavoro nelle miniere d’argento che la monarchia spagnola imponeva loro. Questo gli causò diversi contrasti con gli altri missionari, molti dei quali agivano in accordo alle leggi imposte dalla Spagna ai nuovi territori.

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SCIENZIATO E CARTOGRAFO – Chini non smise mai di effettuare anche accurate rilevazioni scientifiche, che metteva poi a servizio degli indio e dell’organizzazione missionaria. Oltre alla riscoperta della peninsularità della bassa California (che dopo il 1622 era stata erroneamente ritenuta un’isola), raccolse moltissime osservazioni scientifiche, redasse innumerevoli mappe e preziose carte geografiche (di cui 32 accertate) che inviò anche in Europa.

L’EREDITA’ – Considerato uno dei fondatori dell’Arizona, nel 1965 lo stato ha donato una statua bronzea di padre Chini al National Statuary Hall del Campidoglio degli Stati Uniti di Washington, luogo dove vengono ricordati i principali fondatori dei diversi stati americani. In onore di Eusebio Chini, due città messicane dello stato di Sonora portano il nome di Bahía Kino e di Magdalena de Kino.
Come ricorda Cesare Marino, antropologo allo Smithsonian Institution tra i massimi esperti di nativi americani e amico di Italiani di Frontiera, il primo a fotografare, nell’Ottocento, le missioni fondate da Chini, come quelle di San Xavier del Bac e di Tumacacori, fu un altro italiano, Carlo Gentile, tra i protagonisti di Italiani di Frontiera.

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La statua di padre Kino a Segno (Trento) suo paese natale, che ospita un museo a lui intitolato.

A padre Kino è dedicato un museo a Segno in Val di Non, suo paese natale, e  il Mausoleo di Magdalena de Kino, nel nord del Messico, nello stato di Sonora, dove si trovano molte delle missioni da lui fondate e dove negli anni Settanta furono ritrovati i suoi resti, ora ospitati nel mausoleo (qui sotto padre Kino  nel murale di Nereo De La Pena che orna il mausoleo).

 

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Il profilo di Chini è illustrato nel sito dei Gesuiti,  fonte principale di questo post.

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Comments
  • Franco Folini
    Rispondi

    Grazie Roberto per l’instancabile lavoro di scoperta di radici Italiane nella storia Americana.

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