Design creativo per la comunicazione sociale: i progetti “Out of the Box” di Pasquale Volpe

 In Storie


Ma… non è il sogno di tutti gli studenti, trovarsi al di là della cattedra? A lui è riuscito nel giro di un anno: a poco più di vent’anni voleva iscriversi ad un master di design, pochi mesi dopo è stato chiamato a parteciparvi… ma come insegnante. Grazie al talento ma anche a un’impresa “folle”: mettere professionalità e doti artistiche al sevizio di un’idea non profit di comunicazione sociale.

Pasquale Volpe è davvero un personaggio fuori dagli schemi… chi potrebbe permettersi altrimenti un sito web così, proclamando che “alcune persone non hanno idee. Io non ho un sito web?”.

Good50x70

Good50x70

L’idea che lo ha reso celebre come graphic designer, partorita qualche anno fa, si chiama Good50x70.  Dal 2007 al 2011, con un gruppo di amici Pasquale ha realizzato e diffuso grazie al web un grande progetto: coinvolgere migliaia di creativi per partecipare con i loro disegni a campagne di impegno sociale a favore di grandi associazioni internazionali, nel campo della tutela dei diritti umani e dell’ambiente. Già dal primo anno le opere selezionate (ma tutte hanno avuto visibilità e crediti) sono state esposte in Triennale, punto di partenza per esposizioni che hanno girato l’Italia e l’estero. L’iniziativa è letteralmente esplosa, raccogliendo migliaia e migliaia di contributi negli anni da tutti gli angoli del mondo. E quella mole di lavoro, senza un compenso, ha fruttato a Pasquale enorme visibilità e prestigio. Insegna regolarmente design in Italia ma ha tenuto ormai seminari in diversi continenti, realizzando anche progetti “ad hoc” per diverse città.

Molti si sarebbero seduti sugli allori, per Pasquale quell’esperienza è ormai alle spalle. E lo scorso anno ha lanciato con successo un nuovo progetto, Design in Town, che lo scorso anno ha travolto con un torrente di creatività la sua cittadina natale, Troia nelle Puglie, facendone la sede di un evento, “format per studenti e giovani professionisti selezionati e… supermotivati.

“Vogliamo mettere alla prova i progettisti e i designer del domani, portandoli a confrontarsi con un territorio denso di storia e di storie, e con committenti in carne e ossa che esprimono un reticolo complesso di bisogni, desideri e difficoltà.  Con sei percorsi per esplorare le tradizioni, i comportamenti, le storie e le aspirazioni di un territorio urbano, e costruire risposte efficaci”, spiega nelle note Pasquale.

Pasquale Volpe

Pasquale Volpe

L’esperienza, raccontata in un Diario di bordo è stata poi riassunta in un bel libro a cura di un altro ultracreativo amico di Italiani di Frontiera, Eugenio Alberti Schatz. E andata oltre ogni previsione e già si lavora all’edizione 2014.

Io ho un motivo in più per ammirare Pasquale. Che la mattina del 31 dicembre 2007, incontrando in un bar di Milano un giornalista in overdose adreanlinica, alla partenza con tutta la famiglia per la California senza sapere bene cosa avrebbe fatto, aveva in testa però un nome, Italiani di Frontiera, e s’era sognato di notte un logo a forma di Golden Gate Bridge… beh Pasquale aveva ascoltato e in pochi giorni aveva sfornato il logo IdF. Che oggi ha girato il mondo, come i suoi progetti “Out of the Box”.

 

 

 

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