Brionvega ad Asolo, la “Fabbrica della Bellezza” fra Olivetti e Apple

 In Storie
#SteveJobs aveva otto anni quando tra le colline, non di Cupertino California ma di #Asolo Treviso, un ex operaio trevigiano emigrato, diventato imprenditore d’avanguardia, decise nel 1963 di aprire un secondo stabilimento nella sua terra d’origine.
Giuseppe Brion con la moglie Onorina Tomasin e un altro socio producevano dal 1945 a Milano in zona Città Studi apparecchi elettronici col marchio Vega e dal 1959 alla tecnologia elettronica avevano iniziato ad abbinare un design industriale raffinato.
A uno dei migliori collaboratori, l’architetto Marco Zanuso, fu affidata la progettazione della fabbrica di Asolo, che ideata in quel 1963 in cui il marchio divenne #Brionvega, fu inaugurata nel 1967, un anno prima della morte del suo fondatore.
Considerato ancor oggi un gioiello di architettura industriale, lo stabilimento ospitò una “fabbrica-comunità” in stile #Olivetti, modello d’avanguardia nelle relazioni industriali: servizi ai dipendenti e attenzione alle loro esigenze, salari alti ed equiparati fra uomini e donne (che erano maggioranza), persino la filodiffusione in fabbrica…
Negli anni, l’azienda premiata più volte col Compasso d’Oro sfornò pezzi entrati nell’immaginario collettivo e oggi in grandi musei: dalla celebre “Radio Cubo” firmata da Zanuso assieme al tedesco Richard Sapper, autori anche del televisore portatile Algol 11 esposto al MoMa di New York, al radiofonografo RR126 disegnato da Achille e Pier Giacomo Castiglioni (così ambito che anni fa fu assegnato all’asta per oltre 300mila euro a un collezionista d’eccezione…David Bowie!) sino al Memphis disegnato nel 1980 da Ettore Sottsass.
Una stagione gloriosa ma breve (l’azienda già a metà anni Settanta fu lentamente risucchiata nella crisi dell’elettronica italiana), rievocata ora in una piccola bellissima mostra sino al primo maggio al museo civico di Asolo proposta dalla Pro Loco, tra pezzi rari uno più bello dell’altro, gli scorci dello stabilimento catturati dall’obbiettivo di Gianni Berengo Gardin, le testimonianze commosse in video degli ex dipendenti.
“Una storia mai raccontata, di quella che per noi era la Apple degli anni Sessanta”, dice Daniele Ferrazza, giornalista che di Asolo è stato sindaco, presentando la mostra “La Fabbrica della Bellezza”, di cui è curatore e che dopo Asolo si appresta a girare l’Italia.
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