Auguri a Lawrence Ferlinghetti, 89 anni, patriarca della Beat Generation

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Ferlinghetti

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Ieri 24 marzo Lawrence Ferlinghetti, poeta americano di origini bresciane, pittore, editore e patriarca della Beat Generation, ha compiuto 89 anni.
Italiani di Frontiera gli fa gli auguri, con la speranza di intervistarlo ed inserire la sua preziosa voce a fianco di quelle di ricercatori e manager dell’hi tech trapiantati a poca distanza dalla sua San Francisco.
Dobbiamo tutto agli hippie“, aveva scritto il settimanale Time nel “lontano” 1995 (ere geologiche per i ritmi hi tech), soprendendo molti nell’individuare nel movimento pacifista degli anni Sessanta l’anima libertaria che ha ispirato la rivoluzione informatica e una tecnologia di comunicazione universale, per tutti e senza padroni (o quasi) come Internet, offrendo risorse imprevedibili alla creativita’ dell’individuo.

E’ dalla Beat Generation che quel movimento e’ sorto. Ed alle inquietudini esistenziali di quell’epoca, spinte talvolta sino all’autodistruzione, Ferlinghetti e’ sopravvissuto come testimone di uno spirito che pur tormentato non si e’ estinto ripiegandosi su se stesso.
Per questo gli rendiamo omaggio. Qui il video di Ferlinghetti che recita una sua poesia.
Ecco la sua pagina su Wikipedia il link alla sua celebre libreria casa editrice City Lights. E lo speciale con interviste e registrazioni, sul sito Democracy Now! in occasione del cinquantenario, un anno fa, della pubblicazione di “On the Road” di Jack Kerouac, manifesto della Beat Generation.
In quella circostanza, Ferlinghetti compose la poesia atto d’accusa del video qui sopra, ispirandosi ai versi del poeta libanese Kahlil Gibran.
Qui la poesia di Ferlinghetti.
Questa la traduzione.

Pieta’ per la nazione che ha un popolo di pecore e dei pastori che gli mentono.
Pieta’ per la nazione i cui capi sono bugiardi, i cui saggi sono zittiti.
Pieta’ per la nazione che non leva la sua voce se non per esaltare i conquistatori ed acclamare i prepotenti come eroi e mira a dominare il mondo con la forza e la tortura.
Pieta’ per la nazione che non conosce altra lingua che la propria ne’ altra cultura che la propria.
Pieta’ per la nazione il cui respiro e’ danaro e dorme il sonno di chi ha mangiato troppo.
Pieta’ per la nazione – oh, pieta’ per il popolo che ha permesso venissero erosi i suoi diritti e cancellate le sue liberta’.
Paese mio, tue lacrime , dolce terra di liberta’.

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Comments
  • Paolo
    Rispondi

    bellissima, l’estate scorsa era l’ultima domenica di agosto ho preso la mountain bike e da Pacific Avenue sono salito e poi sceso a Golden Gate Park…uno spettacolo di domenica senza auto , un mare di gente e di musica….poi scendendo verso l’oceano ho sentito una musica sempre più forte e ho notato che aumentava la gente che scendeva…nel prato quasi in fondo sono rimasto a bocca aperta, un mare di gente di musica di stand per food , shirt, poster….mi sono chiesto ma cosa succede? ho cominciatio a guardare i banchi e la gente, tanti over 50 insieme a molti giovani spesso i figli, capelli lunghi , maglie variopinte…poi ho letto i poster e ho capito : si celebravano i 40 anni ( 1967-2007) di Summer of Love..la nascita in quella via in cima al Parco di cui non ricordo il nome ( Hyde???) del movimento Hippy…io allora ero un pò giovane ma vedere quella gente in festa – i figli dei fiori di allora- mi ha riempito di gioia e nostalgia…tutto nel mio cuore, non avevo video camera!

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