“Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy”

01/30/18 Roma
Luiss Enlabs
Stazione Termini

C’è un filo rosso che dai miti della Corsa all’Oro dell’Ottocento lega la controcultura californiana anni Sessanta ai campus dei giganti hi tech e alle startup che oggi nella Silicon Valley progettano il nostro futuro.

Individuare quel filo oggi, nel cinquantenario di Woodstock, è più che mai prezioso, per ricordare che sono i visionari e i sognatori i protagonisti dell’innovazione.

Lo raccontiamo in una nuova produzione teatrale: “Dobbiamo tutto agli Hippie. Alle radici della New Economy“, spettacolo multimediale scritto e interpretato da Roberto Bonzio, per la regia di Alessio Mazzolotti, con  le muische scelte live dal dj Luca Presence Carini, scenografia e concept visivo di Roberta Gaito, animazioni digitali di Roberta Pirrera.

Il prossimo appuntamento con un ritorno a Milano, mercoledì 29 maggio 18.30, in un’aula dell’Università Cattolica di straordinaria suggestione, in una cornice di scavi archeologici.

Poi in giugno saremo a Cesena ospiti di Orogel, con altre date in cantiere nelle prossime settimane.

Dopo l’esordio 2017 al Teatro Comunale di Vicenza, lo spettacolo ha riscosso grande successo n a Milano (tutto esaurito al prestigioso Blue Note), poi a PadovaTreviso, Roma  (nel bellissimo incubatore LUISS EnLabs, Stazione Termini),  Legnano in due eventi esclusivi Fideuram al Museo Alfa Romeo Fratelli Cozzi e nella sede dell’agenzia The Zen, poi  a Sesto San Giovanni, all’Academy Digital Marketing 7Hype. 

Nel video su YouTube, l’inizio dello spettacolo all’evento di Milano al Blue Note.

Quel filo rosso individua molti protagonisti dai nomi italiani,

da Lawrence Ferlinghetti patriarca della Beat Generation a Jack Sarfatti, scienziato eccentrico che ispirò Doc di “Ritorno al Futuro”, dal regista Francis Ford Coppola a Mario Savio, leader universitario che a Berkeley “innescò” la contestazione studentesca. Un percorso che inaspettatamente partendo dalla California incrocia figure di grandi innovatori come il designer Ettore Sottsass, due grandi visionari che pur scomparsi alla vigilia di quella stagione ispirarono valori che ancor oggi sono le fondamenta della culla mondiale dell’innovazione: Adriano Olivetti e Maria Montessori. Sino a Federico Faggin, padre del microchip e della tecnologia touch, che ci ha onorato con la sua presenza alla prima nella sua città natale, con parole di elogio per il nostro lavoro che ci hanno commosso.

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