Quell’incredibile primo novembre sulla tomba di Carlo Camillo di Rudio. E San Francisco impazzì…

 In Blog del libro, Storie

Con Cesare Marino sulla tomba di Carlo Camillo di Rudio. San Francisco cimitero militare del Presidio, primo novembre 2010.

Ma chi l’avrebbe immaginato che un progetto nato sulla frontiera dell’innovazione, fra gli italiani di Silicon Valley, avrebbe avuto come luogo simbolo… la tomba di un patriota dell’Ottocento protagonista prima del Risorgimento, poi sulla frontiera del West, sfiorato cento volte dalla morte e scomparso il primo novembre 1910?

Ci siamo tornati tante volte con tanti amici, davanti a quella lapide nel cimitero militare del Presidio, a San Francisco proprio davanti al Golden Gate Bridge, a rendere omaggio a Carlo Camillo di Radio, Forrest Gump dell’Ottocento, l’avventuroso conte bellunese  che rischiò cento volte la vita per cause libertarie e diventato ufficiale di cavalleria negli Stati Uniti, finì col combattere a Little Bighorn con Custer, scampando miracolosamente al terribile massacro.

Italiani di Frontiera era nato solo due anni prima, quando con Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution, fra i maggiori esperti mondiali di nativi americani e biografo dell’incredibile personaggio, decidemmo di “inventare” il centenario Di Rudio, organizzando per il primo novembre 2010 una piccola indimenticabile cerimonia su quella collina, assieme a un manipolo di amici e all’allora console generale d’Italia a San Francisco Fabrizio Marcelli.

Una suggestione indimenticabile. E una sequenza di emozioni, imprevisti, incidenti, coincidenze strabilianti che alla fine sono diventate per me una lezione: su come si affronta la vita, sul valore delle azioni intraprese di slancio, su come davvero navighiamo fra scogli e venti propizi senza poter prevedere con esattezza la rotta. Fra episodi che sono in apparenza un quadro confuso, che roba un senso invece quando uniamo i puntini ale nostre spalle. Non a caso, a di Rudio ho dedicato prologo ed epilogo del mio libro “Italiani di Frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (2015 EGEA, prefazione di Gian Antonio Stella).

E dunque quel primo novembre 2010 a San Francisco con “Cez”, abbiamo messo insieme qualcosa di indimenticabile.

Da ripercorrere, con un piccolo diario per immagini. Dalla prima coincidenza: quel giorno è entrato nella storia della città. visto che i Giants quella sera riconquistarono dopo oltre 50 anni le World Series di baseball. E San Francisco impazzì dalla gioia.

Ma andiamo per ordine.

La cerimonia e i brevi interventi, inquietante gusto video.

 

Giuro che quando ho rivisto quelle immagini, nei video girati assieme a Franco Folini, nei bellissimi scatti di Elaine e Phil  Pasquini,  che ha fatto pure da maestro di cerimonia all’evento, portando un bravissimo trombettista che ci ha regalato ulteriori emozioni, per la commozione ho pianto…

 

Ma solo arrivare a San Francisco per quell’evento era stata un’odissea, quasi una metafora dell’incredibile esistenza del personaggio che andavamo a celebrare…

E a proposito di emozioni, cosa mi ha regalato Italiani di Frontiera? Persino l’esperienza unica di svegliarsi all’alba in un motel.. con a fianco un colto antropologo che disserta su “Storia e MetaStoria”, unisce i puntini interpretando a modo suo la serie di coincidenze fra la nostra avventura e quelle del conte bellunese…

Vincenzo di Nicola, neocittadino USA, sulla tomba di Carlo Camillo di Rudio

Che quel filo rosso fra la frontiera di ieri e quella di oggi non fosse così astruso me l’ha confermato qualche anno dopo un innovatore come Vincenzo di Nicola pubblicando una sua foto su quella tomba, proprio dopo aver ceduto con successo la sua GoPago ad Amazon, prima di tornare in Italia (dove oggi sta lanciando un’altra startup, Conio, nel campo dei bitcoin).

E negli anni Di Radio non l’abbiamo dimenticato. Ritrovandolo nel film di Mario Martone dedicato al Risorgimento, “Noi credevamo”, interpretato dal bravo Stefano Cassetti, al quale ho raccontato la storia “americana” del suo personaggio, che non conosceva.

Stefano Cassetti nei panni di Carlo Camillo di Rudio nel film “Noi credevamo”

 

Non bastasse, al ritorno da San Francisco, con Cesare avevamo presentato quell’evento in un incontro al Museo del Risorgimento di Milano. Con l’onore e il piacere di avere tra gli ospiti Sergio Bonelli, il leggendario papà di Tex Willer!

E prima o poi quelle immagini usciranno da qualche cassetto segreto dell’archivio Italiani di Frontiera…

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