Pionieri, esploratori. Non guardiani: Federico Faggin a Vinci 

con Italiani di Frontiera, per ricordarci chi siamo

“Sono nato a una nuova vita ogni volta che, osservando il mondo da insospettati punti di vista, la mia mente si è allargata a nuove comprensioni. Sono nato a nuove vite quando ho smesso di razionalizzare, ho ascoltato la ma intuizione e mi sono aperto al mistero”.

 

Un’emozione unica, indimenticabile, e in chiusura le parole della sua autobiografia, “Silicio” (Mondadori) da qualche settimana in libreria, per concludere  sabato 8 giugno a Vinci  l’incontro con Federico Faggin, il più importante inventore italiano vivente, da anni emigrato in California, che dopo aver firmato il primo microchip e ad aver creato la tecnologia touch (da molti attribuita erroneamente ad Apple) esplora oggi una nuova suggestiva frontiera, tra scienza e spiritualità: quella della consapevolezza, che a suo avviso non solo distinguerà sempre l’intelligenza umana da quella artificiale ma che secondo una sua intuizione sarebbe presente anche nella materia e nell’energia.

Un evento che Italani di Frontiera ha ideato, sviluppato e condotto, organizzato con la preziosa collaborazione di da Vì Travels dell’infaticabile Stefania Tielli, impegnativo oltre ogni previsione per la collaborazione praticamente nulla da parte delle istituzioni locali.

Un grazie al centinaio di professionisti, innovatori e startupper, arrivati dalla Toscana, dall’Emilia Romagna ma anche da diverse città del centronord, da Torino a Trento, da Padova a Macerata, dando vita a un evento di straordinaria intensità proseguito con una cena nella suggestiva cornice di Villa Vignozzi, patrocinato a tempo record dalla Regione Toscana e dalla onlus Save The Planet. Un grazie speciale al pool di sponsor che hanno reso possibile questa impresa: Uqido, eBWorld, Grandinetti, Terun, Vitruvian VR, e Red Velvet Media, ai quali si è aggiunto dopo l’evento Golinucci a Rossella Guido e Bruna Bianchi per la copertura video e foto.

 

Oltre due ore di rievocazioni, riflessioni, suggestioni che hanno ripercorso la straordinaria carriera di inventore, imprenditore e scienziato di Faggin, tenendo inchiodata una platea ultraqualificata. Curiosità inesauribile capacità di combinare competenze tecniche, scientifiche e umanistiche e di “leggere” il futuro facendo tesoro del passato: le caratteristiche di Leonardo si ritrovano anche nel lavoro di Faggin, testimonial ideale di un’italianità che non teme il futuro, sa esserne protagonista a livello globale, di fronte a rapidi cambiamenti e a una complessità che i Big Data hanno amplificato.

A 500 anni dalla morte del genio rinascimentale, che questo fosse un evento simbolico, ideale per legare il nome di Vinci non solo al passato ma a un’idea di come affrontare il futuro l’hanno capito innovatori e sponsor da tutt’Italia, uno persino dalla California, mentre interesse e collaborazione del territorio sono stati quasi zero, come ho ricordato conducendo l’evento al sindaco di Vinci Giuseppe Torchia intervenuto brevemente per un saluto.

Un’emozione in più, riuscire a ospitare altri protagonisti nel campo dell’arte e dell’innovazione.Come il liutaio Michele Sangineto, che ha portato per la prima volta a Vinci parte della sua mostra di strumenti musicali antichi ormai scomparsi, alcuni dei quali realizzati da disegni di Leonardo e presentati con un breve concerto dei figli Adriano e Caterina Sangineto.

Il liutaio MIchele Sangineto, i figli Caterina e Adriano musicisti, a Vinci assieme a Federico Faggin

Michele Ghedina, startupper padovano ha invece presentato l’installazione di Realtà Virtuale Vitruvian VR, che propone un viaggio virtuale nello spazio su una macchina ispirata al celebre Uomo Vitruviano di Leonardo, esperienza che Faggin ha voluto sperimentare di persona al recente Wired Next Fest a Milano e che in futuro potrebbe costituire una preziosa attrazione fissa proprio a Vinci, nel nome di Leonardo.

L’installazione di realtà virtuale VItruvian VR, presentata a Vinci da Michele Ghedina, testata al Wired NextFest da Federico Faggin

ARCHIVIO

Federico Faggin e la capacità degli italiani di affrontare la complessità (Palo Alto, marzo 2019)

 

Tra scienza e spiritualità: Federico Faggin e la consapevolezza della materia (presentazione  di “Silicio”, Milano Università Bicocca 6 maggio 2019)

 

Fabio Parodi, da Olivetti a LinkedIn: italiani a loro agio nella complessità anche quando ha le sembianze del caos (Redwood City Agosto 2017)

 

Renzo Piano: la cultura ci ha dato una sottile, invisibile capacità di affrontare la complessità delle cose (Vieni via con me, Raitrè 2010)

 

Il video di Repubblica Rnext con le immagini della premiazione di Federico Faggin nel 2010 da parte del presidente Obama

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