Roberto Crea pioniere del biotech ricorda la sua impresa per l’insulina sintetica

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Roberto Crea

Roberto Crea

Un pioniere delle biotecnologie che a 29 anni, arrivato in California con le conoscenze giuste al momento giusto, diede un contributo fondamentale ad una invenzione di portata storica: l’insulina sintetica, rampa di lancio per un settore oggi in primo piano.
Trent’anni dopo, Roberto Crea, chimico calabrese trapiantato sulla West Coast, ha collezionato cinque nuove aziende avviate ed una trentina di famiglie di brevetti.
Ne ha parlato con Italiani di Frontiera, rievocando con stupefacente umilta’ quella prima impresa straordinaria. Deciso pero’ a non fermarsi.

JEANS E MAGLIETTA – Un tipo alla mano in maglietta e jeans, con cui chiacchieravo appena arrivato in California, al City of Hope Medical Center di Duarte (Pasadena). Credevo fosse un addetto alle pulizie del mio nuovo laboratorio.
Ah, vedo che ha gia’ conosciuto il professore“, mi dissero.
Quel “tipo alla mano” era Herb Boyer, luminare mondiale nel campo del Dna, il fondatore di Genentech, considerata la societa’ che ha aperto la strada di un nuova nuova disciplina e un nuovo business: le biotecnologie. E’ questa l’immagine che mi e’ rimasta impressa, del mio arrivo in California.
Partito dalla Calabria, nel 1972 mi ero laureato in Chimica all’Universita’ di Pavia ed avevo fatto una specializzazione a Leiden, in Olanda, doveva avevo svolto un lavoro di gruppo sulla sintesi del Dna, quando mi proposero di venire qui. Boyer che si e’ meritato oltre a vari premi una copertina su Time, aveva fondato Genentech nel 1976, assieme ad un venture capitalist, Bob Swanson, un giovane di 28 anni… Capitale iniziale: cinquecento dollari ciascuno.

DA MILLE A 100 MILIARDI DI DOLLARI – Oggi la societa’ ha piu di 10.000 dipendenti e vale piu di cento miliardi di dollari, ha prodotto dodici farmaci tra cui I farmaci piu’ efficaci anticancro ed ha inoltre una quarantina di prodotti in fase di sviluppo.
Per me era subito diventato un mondo magico, di scienza e di successi, di incontri con straordinarie personalita’ scientifiche. Arrivai con le conoscenze giuste, al momento giusto. Non mi immaginavo che queste conoscenze potessero avere uno sbocco o una ricaduta industriale cosi grande e cosi rapida. Invece scoprii che qui, quel che si impara sui libri spesso diventa business. Arrivammo a produrre l’insulina umana di sintesi, grazie anche ad una scoperta, un problema che ero riuscito a risolvere con il mio intuito. Fu un’invenzione di portata straordinaria, anche perche’ il diabete era una malattia destinata a diffondersi dopo di allora, con il benessere dei giorni d’oggi e una vita media piu’ lunga. Io avevo solo 29 anni, forse non mi resi nemmeno conto di quanto fosse importante quello che avevamo fatto in un piccolo laboratorio di un ospedale.

COMBATTERE IL DIABETE – A quei tempi, l’insulina si produceva con un procedimento laboriosa e costoso, estraendola dal pancreas di animali. Alcuni laboratori lavoravano gia’ su prelievi da pancreas umano per isolare il gene dell’insulina. Conoscevamo i meccanismi di riproduzione delle cellule batteriche e alcuni laboratori cercavano, attraverso un sistema complesso, di prelevare il Dna dell’insulina dalle cellule umane e reinserilo modificato nei batteri attraverso gli “anelli di congiunzione” dei batteri, i plasmidi. Ma Genentech aveva capito che c’era un’altra strada per ottenere lo stesso risultato: utilizzare un gene completamente sintetico, cioe’ prodotto nel mio laboratorio. Modificando questi anelli che trasportano geni nei batteri con l’aggiunta del gene dell’insulina e reinserendoli, il procedimento sarebbe stato molto piu’ rapido e originale.

CINQUE MESI INVECE DI 10 ANNI – Restava da sviluppare la tecnologia piu’ efficace per effettuare questo progetto . Genentech affido’ a me l’incarico di sviluppare un nuovo metodo di sintesi chimica per aprire questa nuova frontiera. Ed e’ quello che sono riuscito a realizzare all’inizio della mia carriera in California. In cinque mesi, quando nessuno al mondo avrebbe mai scommesso che ci saremmo riusciti in meno di dieci anni. Per la prima volta, alla Genentech riuscimmo a trovare la soluzione ad un problema medico di importanza mondiale, la produzione in quantita’ illimitate dell’insulina umana da batteri. Con grande beneficio per I sofferenti di diabete, visto che prima anche l’insulina animale scarseggiava, ma anche con risvolti eccezionali per la nuova industria delle biotecnologie.
La produzione dell’insulina fu salutata come una pietra miliare della scienza mondiale e fu, allo stesso tempo, il via ad un settore, quello delle biotecnologie, destinato a creare benessere a livello medico e sociale, e che ha oggi un fatturato d’affari di 60 miliardi di dollari l’anno. Con circa quattordici mila aziende, la meta’ delle quali piccole o addirittura “start up”.

IN 20 ANNI 5 AZIENDE E 30 BREVETTI – Nel corso degli ultimi venti anni, Io ne ho fondate cinque assieme alla stesura di una trentina di famiglie di brevetti. E cosi, specializzandomi in start up o piattaforme tecnologiche per la creazione di prodotti, sono riuscito a creare delle aziende che una volta avviate vengono acquistate da grandi societa’ farmaceutiche.

Ed ancora …non e’ finita qui!

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Showing 4 comments
  • Paolo
    Rispondi

    attendiamo con ansia il secondo tempo…senza pop corn! fai presto!

  • GIUSEPPE
    Rispondi

    Complimenti dottore!Seguo da oltre oceano la sua odissea nel mondo delle biotecnologie!La ammiro anche se non è il mio campo di battaglia,ma le posso dire che entrambi abbiamo parecchio in comune….Le come me è calabrese..lei come me purtroppo è esule…ma le posso dire che ovunque sia un uomo,le nostre potenzialità devono essere messe al servizio dell’umanità intera…LEI C’è RIUSCITO!!!GRAZIE DOTTORE CREA…GIUSEPPE FONTANA,Gallico Marina

  • GIUSEPPE
    Rispondi

    PS SONO IL FIGLIO DI UN CARISSIMO AMICO SUO DI INFANZIA,LILLO FONTANA….

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