Luciano Dalle Ore da Verona a Stanford: rinnovare le aziende hi tech ispirandosi alla strategia di guerra

 In Interviste e Incontri

Luciano Dalle Ore

Nel business come in battaglia: più della forza contano la strategia, l’intelligenza con la quale la si interpreta e l’agilità con la quale la si applica.
Dopo una carriera nelle aziende di hi tech, su e giù per gli Stati Uniti, Luciano Dalle Ore, veronese, ha rimesso radici nella Silicon Valley, dove aveva iniziato trent’anni fa dopo gli studi alla Stanford University, rinunciando a malincuore ad una splendida casa vittoriana sulla East Coast, che piaceva tanto all’attore William Hurt.
Dalle Ore non è tornato in California per una nuova start up ma per fare il consulente, di aziende in difficolta’ o bisognose si una revisione urgente, per rimettere il turbo in un settore in cui chi non corre resta rapidamente indietro.
“Facciamo tesoro degli insegnamenti di John Boyd, stratega militare e innovatore, che sono già da tempo seguiti nel mondo degli affari ma che qui nella Silicon Valley pochi applicano”, ha spiegato Dalle Ore in una chiacchierata dopo una piacevole cena in famiglia.
Una lunga carriera nel campo deIl’alta tecnologia, tra Olivetti, Meridien Data e Quantum Corporation, il lavoro di consulente Dalle Ore lo ha intrapreso dopo un periodo nell’ high tech, al suo ritorno in California, iniziando a lavorare per la 4GC, azienda di consulenza aziendale fondata da Patrick Burns, un ex ufficiale SEAL (forze speciali della marina statunitense).
E’ cosi’ che si e’ avvicinato agli insegnamenti di un personaggio singolare, John Richard Boyd (1927-1997), che la strategia bellica l’aveva studiata come pilota di caccia dell’Us Army Air Force.
“Forty Second Boyd” era uno dei  suoi soprannomi, per la sa abilita’ da istruttore di piloti di passare in un duello aereo in meno di quaranta secondi da una qualsiasi posizione svantaggiata ad una di vantaggio rispetto all’avversario.
I suoi studi sono stati fondamentali per ispirare al realizzazione di uno dei caccia piu’ versatili e manovrabili, l’F16, in grado di mettere in difficolta’ aerei molto piu’ potenti, ricorda Dalle Ore.
E la sua strategia, elaborata analizzando la dinamica dei combattimenti aerei ed ora studiata attentamente nel campo del business, ha spiegato ancora Dalle Ore, si riassume nel rendere ottimale un procedimento sintetizzato in un acronimo: OODA, Osservazione. Orientamento, Decisione e Azione.
Prezioso per gli eserciti come per le aziende. Avvantaggiate quando la  loro struttura garantisce la massima flessibilità e fluidità nel raccogliere i dati, interpretarli, scegliere come agire e farlo. Che significa una capacità di comando decentralizzata ed una forte affidabilità delle persone deputate a farlo.
Nei suoi  studi, ricorda Dalle Ore, Boyd aveva ad esempio osservato che la rapidita’ di manovra e di penetrazione con i carri armati nel “Blitzkrieg” era stata una conseguenza naturale dell’efficienza e della decentralizzazione derivata dal carisma e dal forte legame con i propri soldati dei comandanti tedeschi, cosa di cui non si era verificato riscontro nell’esercito francese.“

Dalle Ore è oggi anche presidente e amministratore delegato di Runtime Design Automation, specializzata in computing resource management, che offre una serie di prodotti software per monitorare, gestire e ottimizzare l’impiego di licenze software e risorse Cpu utilizzate per compiti di progettazione.

Famiglia niente male quella di Luciano. Anche la moglie Cristina,  astronoma che collabora con la Nasa, è tra i protagonisti di Italiani di Frontiera. E anche i figli promettono …

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