Lavorare nell’azienda che cresce più rapidamente al mondo: Vittorio Viarengo racconta la sua avventura a MobileIron

 In Interviste e Incontri

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Quella in cui lavora oggi è l’azienda hi tech americana che secondo Deloitte è cresciuta più rapidamente negli ultimi cinque anni, in pratica la più veloce in tutto il mondo.

Tra i  protagonisti di Italiani di Frontiera, Vittorio Viarengo, ingegnere genovese oggi a MobileIron,  è pure uno degli ospiti fissi dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour (che riparte a fine aprile con la prima edizione 2015), evangelist impareggiabile per verve ed eccentricità nello svelare i segreti della Bay Area. In questa intervista esclusiva, Vittorio svela invece i segreti dell’azienda in cui lavora, spiegando come è riuscita a registrare una crescita senza confronti, anche nella culla mondiale dell’innovazione.
Quali sono in sintesi le cifre del boom e del record di MobileIron?
“E’ l’azienda cresciuta più rapidamente al mondo fra 2009 e 2013. Da 0 a 100 milioni di fatturato in 4 anni (Microsoft ci ha messo 9 anni ad arrivare a 50). Da 0 a 7500 clienti in meno di 5 anni. Una delle migliori piccole e medie aziende per cui lavorare. Siamo andati in Borsa lo scorso giugno, stiamo ancora crescendo del 50% anno su anno: per noi il problema più grosso è trovare personale da assumere…”.
Cosa fa MobileIron? E quale tendenza ha intercettato, per avere un tale successo?
“I dispositivi mobili stanno cambiando radicalmente il mondo sia nella nostra vita privata che in azienda. È la più grossa trasformazione tecnologica dall’avvento del web. La piattaforma MobileIron mette in sicurezza i dati aziendali su qualsiasi smartphone e tablet moderno. In un mondo dove ormai ci sono più di 500 milioni di dispositivi mobile inutilizzati in azienda, MobileIron permette ai dipendenti di essere produttivi sul lavoro utilizzando lo smartphone o tablet che preferiscono e allo stesso tempo fornisce al team IT gli strumenti necessari per proteggere dati e applicazioni aziendali. Il modello di sicurezza mobile introdotto da MobileIron fin dal 2009 (mobile device management o MDM) sarà adottato anche da Microsoft Windows 10 e Gartner prevede che nel 2020 questo sarà il modello di sicurezza e gestione dominante nelle aziende di tutto il mondo”.
– Quali le caratteristiche che più distinguono l’azienda dalle altre di Silicon Valley?
“Direi che invece abbiamo molte caratteristiche in comune con le migliori aziende qui intorno: siamo fanatici nel cercare le persone migliori e creare un ambiente dove possano dare il meglio di loro stessi, abbiamo creato un prodotto “disruptive” (dirompente) che sta cambiando il modo in cui i dipendenti lavorano in azienda, utilizzando il loro smartphone o tablet preferito, lavoriamo con intensità e senso di grande urgenza. E tutti i giovedì con un pranzo gratis c’è un Company meeting, per parlare di cosa va bene e di cosa va male (intellectual honesty0 TUTTI i giovedi’ (con free lunch).
– Ma dietro ai numeri ci sta di sicuro un modo di pensare… ci sono alcune parole chiave?
“I nostri valori aziendali che pratichiamo a partire dall’executive team. Usiamo questi valori per valutare le persone che assumiamo, promuoviamo e licenziamo:
  • Customer First (Prima il cliente)
  • Intellectual Honesty (Onestà Intellettuale)
  • Tenacity (Tenacia)
  • Teamwork with Low Ego (Spirito di squadra con basso egocentrismo)
  • Learning (Imparare)
  • Practicality (Praticità)”.
Vittorio Viarengo a MobileIron

Vittorio Viarengo a MobileIron

– C’è qualcosa di “Italian Style” che caratterizza il tuo ruolo professionale in azienda?
“Certamente. Anche se ormai sono molto americanizzato, porto comunque con me tradizioni e cultura che permeano la mia vita lavorativa. Per esempio, in un mondo dove si lavora molto e a ritmi vorticosi, mi assicuro che  membri del mio team abbiano occasione di ricaricare le pile nel fine settimana ed in vacanza. Cucino spesso per il mio team e cerco di forzarli a fare la pausa pranzo e mangiare in compagnia e non di fronte al loro computer. E poi non può mancare la macchina per l’espresso. Qui sto ancora cercando di educare I colleghi e colleghe a vedere la pausa caffè come un’occasione di socializzazione, ma con scarso successo. Loro preferiscono portarsi il caffe’ alla scrivania e berlo mentre lavorano…”.

– Cosa di questa esperienza ti sentiresti di indicare come modello, per le aziende italiane?

“Faccio sempre fatica a dare consigli ad aziende al di fuori della Silicon Valley perchè non ho esperienza diretta nel lavorare altrove (manco dall’Italia da 17 anni). Però penso che creassi una ditta altrove applicherei comunque alcune formule di cui parlo del mio seminario sull’innovazione che tu conosci bene: assumi gente brava e togliti dai piedi, dai spazio specialmente ai giovani, non punire chi sbaglia perché prende dei rischi e prova soluzione nuove, abbandona ogni speranza a vantaggio di piano concreti”.
– E cosa invece ritieni dovrebbe essere di ispirazione per il nostro Paese, quali suggerimenti ad esempio per il capo del governo italiano, al quale hai dedicato di recente un video?
“Tutto quello che volevo dire a Renzi, l’ho registrato nel video messaggio… Se fallisce nello snellire la burocrazia in Italia, sarà difficile attrarre investimenti privati e far ripartire l’occupazione. Lui lo sa. Tutti lo sanno. Devono solo mettere da parte ideologie anacronistiche e ‘get stuff done’. E se l’Italia non investe nei giovani, non c’e’ futuro. Punto”.
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– Di cosa dovremmo finalmente liberarci?
“E’ difficilissimo cambiare la cultura di una azienda privata, figuriamoci di un Paese con una storia di 3000 anni. Se proprio devo scegliere due cose direi:
1 – L’abitudine di piangersi addosso e sperare nel fallimento altrui
2 –Il puntare su passione, inventiva e talento, quando invece occorre focalizzarsi molto di più sulla pianificazione e l’esecuzione.
C’e’ una nuova scuola di pensiero che sostiene che il talento non esista  e che non si debba seguire le proprie passioni bensì diventare bravissimi nel proprio campo, che di conseguenza diventerà una passione. Io ci credo molto in base alla mia esperienza personale e ne ho fatto la filosofia di vita: il fare invece dello sperare”.
– Quale dote nascosta e magari mortificata vedi, nell’Italia in crisi, che potrebbe trasformarsi in carta vincente?
“Ogni secondo che perdiamo a lamentarci di quello che non funziona, è un secondo perso nel lavorare ad una soluzione”.

 

Qui la videointervista in cui Vittorio racconta a Italiani di Frontiera la sua filosofia di vita, con la decisione di rimettersi in gioco, arrivando a MobileIron.  

 

Qui invece il suo videomessaggio rivolto a Matteo Renzi, in occasione della sua visita lo scorso anno a San Francisco, per spiegare cosa di Silicon Valley può esser utile per cambiare l’Italia.

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