Arrigo Benedetti, fra hi tech e passione per la cucina italiana… di San Francisco

 In Interviste e Incontri
Arrigo Benedetti

Arrigo Benedetti

Impegno nell’alta tecnologia e passione dichiarata per la cucina italiana. Motivo di approfondimento e ricerca, forse piu’ a San Francisco che in Italia. Arrigo Benedetti, ingegnere elettronico alla KLA-Tecor Corporation, e’ uno degli animatori di Italians by the Bay, folto gruppo di circa 500 tra studenti, docenti e professionisti italiani della Baia che attraverso una mailing list si incontrano periodicamente a San Francisco.

Non si resta solo qui per il lavoro e l’hi tech, dice Arrigo. ma per la qualita’ della vita. Che per lui, di radici emiliane, ha nella gastronomia uno dei fattori chiave.

DA BOLOGNA A PASADENA – Sono di Modena, stavo facendo il dottorato di ricerca dopo la laurea in Ingegneria Elettronica all’Universita’ di Bologna nel 1994, quando mi hanno proposto di venire qui. Era il 1997, sono venuto e ci sono rimasto. Postdottorato al Computer Vision Laboratory Caltech di Pasadena. Nel 2002 sono rimasto per alcuni mesi in una start up, Evolution Robotics, poi mi sono trasferito qui nella Bay Area, KLA-Tencor Corporation, societa’ in cui lavoro tutt’ora. Facciamo sistemi di misura di precisione, usati per l’industria dei semiconduttori, in grado di rilevarne i difetti.

UNIVERSITA’ CENTRALE – Credo che il punto centrale di questo sistema di lavoro e ricerca siano le Universita’. Qui sono aperte a studenti di tutto il mondo, che in genere si laureano e poi rimangono qui… l’Italia dovrebbe fare qualcosa del genere… comunque non condivido l’astio diffuso nei confronti della comunita’ universitaria italiana… certo ho conosciuto personaggi scadenti che non meritavano il posto che occupavano in Universita’ italiane. Ma anche tanta gente in gamba… ho fatto pubblicazioni con ricercatori italiani nel campo della computer vision (visione computazionale) molto bravi.

GLI ITALIANI A SAN FRANCISCO – All’inizio eravamo la sezione di San Francisco di Italiansonline.net. Tre anni fa abbiamo creato una nostra mailing list autonoma, Italians by the Bay, per scambiarci informazioni ed annunciare eventi. Oggi conta 500 iscritti, in media giovani professionisti dall’hi tech all’Universita’, e alcuni studenti… molti italiani di qui pero’ non vogliono avere contatti con altri connazionali… da una parte si finisce sempre a parlare di passaporti visti… green card, concorsi italiani… sempre gli stessi discorsi.. dall’altra, perche’ escludere a priori persone che italiane non sono? Posso trovarmici bene, sia con un italiano che con un americano con un cinese…

PASSIONI ITALIANE ON THE BAY – All’inizio si viene a San Francisco per l’Universita’, i grossi centri di ricerca che ci sono. Ma poi vivendoci per degli anni, sono altre le cose che ti ci fanno restare. Aspetti della vita culturale e sociale. Per me ad esempio, la possibilita’ di coltivare una passione, per la cucina, per la quale trovo quasi piu’ interesse qui che in Italia, dove e’ una tradizione ma non cosi’ coltivata. Ad esempio, tutto quello che so sui vini italiani l’ho imparato dai distributori di vini italiani di Los Angeles che ogni anno vanno al VinitaIly a Verona, hanno una societa’ di importazione ed un negozio a Santa Monica….

RICERCA ANCHE IN CUCINA : Perche’ qui non ci si limita a bere e mangiare bene, c’e’ una ricerca anche nella gastronomia ed e’ piu’ facile che in Italia imparare a cucinare bene… con la possibilita’ di accedere a prodotti di primissima qualita’. La fattoria Mariquita Farm vincino a Santa Cruz ad esempio, ogni due settimane propone “Mistery box”, un sacco di verdure varie “a sorpresa”, raccolte la notte prima e venduto a 25 dollari, che al supermercato costerebbero circa il doppio. AI sabato invece al piano terra del Ferry Building all’Embarcadero, c’e’ uno spazio per piccoli produttori locali, caseifici, macellerie, insaccati, dove i contadini vendono a vendere prodotti…

L’AMERICA STA CAMBIANDO – Tornare in Italia? Per ora no. Ma l’America sta cambiando molto velocemente. E non in meglio. C’e’ una forte divisione tra citta’ e provincia, una divisone politica, sociale e culturale… tolta New York, Los Angeles, Chicago, Miami, il resto non e’ molto significativo… E si avverte una pressione, quasi a trasformare in enclave e parchi divertimento queste citta’…
Quanto a San Francisco, e’ sospesa tra e tendenze piu’ radicali e progressiste del suo passato e quelle piu’ chic, quasi volesse essere la Boston dell’ovest… proietta di se’ l’immagine di capitale interna, che invece non e’… Un grande evento culturale, penso alla mostra di Basquiat, finisce a Los Angeles e non a San Francisco. Non dimentichiamo che negli anni Trenta, quando Los Angeles era una grande citta’ con la metropolitana che arrivava sino al mare, San Francisco era poco piu’ di un paese di pescatori…

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