Idf riparte, Enrico Pesatori (Penguin Computing) si racconta

 In Interviste e Incontri

Enrico Pesatori

Italiani di Frontiera riprende dopo una pausa, tra interviste frenetiche negli ultimi giorni Usa, ritorno in Italia con un archivio consistente di testimonianze e registrazioni, l’impatto col Belpaese che in “soli sei giorni” garantisce la riconnessione a Internet.

A raccontarsi e’ un veterano: Enrico Pesatori, gia’ direttore Olivetti nel Nord America, oggi alla presidenza di Penguin Computing, all’avanguardia nel campo dei cluster, aggregazioni di numerosi computer dalle prestazioni eccezionali, dedicati al sistema Linux.

LA MIA CARRIERA – Laureato al Politecnico di Torino, ho iniziato la mia carriera alla General Electric in Usa, partecipando per due anni al loro prestigioso corso per giovani managers.
Tornato Italia, un anno alla GE e poi Olivetti, 17 anni che mi hanno portato da product manager a Ivrea alla direzione della Olivetti Nord America. In quegli anni la mia carriera e’ stata meta’ in USA e meta’ in Italia. Le mie resposabilita’ sono state molteplici, dalla direzione dei Prodotti per Ufficio (vedi Electronic Typewriter), alla direzione della Divisione Informatica Distribuita (vedi Personal Computer M24, progettato nei laboratori di Cupertino, CA e nuova linea sistemi) e alla gia’ nominata direzione del NA.
Gli ultimi dieci anni li passai sotto la direzione di Carlo Debenedetti, Presidente di Olivetti. Un gran manager e un eccellente business man che ho sempre stimato e da cui ho imparato molto.
Lasciai l’Olivetti 1990 per la posizione di CEO di Zenith Data Sysems a Chicago, azienda che di fatto invento’ il laptop. Molto interssante e di gran soddisfazioni.

IL DOPO OLIVETTI – All’inizio del 1993 passai a Digital Equipment a Boston, per assumere la posizione di responsabile della Computer Systems Division, con resposabilita’ di tutto l’R&D, il Sales & Marketing Wordwide e le Operations. Fu un’esperienza unica data l’importanza dell’azienda, la riorganizzazione quasi totale per superare una crisi molto profonda e l’impegno personale totale. La mia organizzazione era di oltre 60.000 persone. La soddisfazione fu che In due anni lo stock fu quadruplicato!
A fine 1996 diventai CEO di Tandem Computers a Cupertino in California, una delle migliori aziende che ebbi il piacere di dirigere. I suoi prodotti per NonStop sono tutt’ora lo standard mondiale per il Transaction Processing negli istituti finanziari a nel mondo delle telecomunicazioni.
Dopo un anno Tandem fu acquisita amichevolmente da Compaq Computer di Houston. Un anno dopo, quando Compaq compro’ anche Digital Equipment, diventai responsabile dell’Enterprise Services and Solution Group, praticamente l’engine della crescita e della profittabilita’ dell’azienda.
A meta’ 2000 decisi di abbandonare il mondo delle grandi aziende per l’avventura delle Start-up. Ritornai a Silicon Valley come CEO di BlueArc, un’ottima azienda operante nel mondo dello Storage con una innovative tecnologia per I Network Application Sistems.
Nel 2003 passai come CEO alla Penguin Computing di cui attualmente ne sono Chairman.

I CLUSTER DI LINUX – Penguin Computing e’ una delle piu’ avanzate aziende dedicate totalmente ai sistemi Linux. Nacque dalla fusione di due aziende imperniate su Linux, fondate entrambe nel 1998.
La prima nacque per progettare e commercializzare prodotti Linux, l’altra fu fondata da uno dei piu’ prestigiosi architetti di di SW Linux , Don Baker, che disegno’ nel 1994 il primo cluster di Linux lavorando alla NASA. I cluster sono sistemi HW e SW che permettono di aggregare centinaia o migliaia di normali servers moltiplicando la totale capacita’ di elaborazione, con risultati di 10 o 100 volte migliori di quelli dei supercomputer, che non a caso stanno soppiantando, dato il loro proibitivo costo. Rivolto a grandi istituzioni e aziende, il settore e’ in forte crescita di 30% all’anno.
Con appena 75 dipendenti ma ad alta specializzazione, realizziamo cluster completi, fornendo anche hardware, ma siamo soprattutto leader per il software e servizi nel mercato dell’High Performance Computing. E tutto col sistema Linux. Cinque anni fa i cluster Linux erano 25%, di fronte a colossi come Ibm, Cray, HP, Sun… L’anno scorso Linux ha toccato oltre l’80% .
I mercati nell’area a cui ci rivolgiamo comprendono universita’, grandi aziende, istituti governativi, che hanno bisogno di computer estremamente veloci e semplici. In un mercato, quello dei supercomputer, valutato attorno ai 14 miliardi di dollari all’anno.

RIPENSANDO A OLIVETTI – La Olivetti ha attraversato tanti fasi, fra gli anni Settanta e Ottanta quando c’ero io. Ha creato macchine ottime ma in alcuni casi non ha avuto i mezzi finanziari per sostenerle. Per questo alla fine degli anni Sessanta la divisione elettronica fu ceduta a GE.
La mia storia in azienda e’ stata legata all’inizio alle macchine da calcolo Olivetti negli Usa e con la macchina per scrivere elettronica . La vera spinta verso il sucesso inizio’ nel 1978 con l’arrivo di Carlo De Benedetti, capace di trasformare in tre anni Olivetti in un’azienda eccellente, numero due nei PC dopo IBM e leader per le machine da scrivere elettronche.
Negli anni Ottanta Olivetti divenne estremamente popolare, aveva importanti quote di mercato in Europa. Era dotata di un management di prestigio in tutto il mondo e sopratutto generava ottimi utili. Purtroppo alla fine degli annni 80, una recessione nel settore, qualche scelta di organizzazione infelice e una po’ di stanchezza di management avviarono l’azienda a un lento e penoso declino.

SILICON VALLEY UNICA – Molte volte gli italiani hanno cercato di innovare il modo di fare venture capital, invece di imparare da Silicon Valley. Qui e’ ovviamente molto piu’ facile accedere a finanziamenti. Ma si sa esattamente come fondare le aziende, come avviarle, come gestirle e se non c’e’ successo, anche come chiuderle, il che e’ importante quanto aprirle. In Italia fra burograzia e rigidita’ non lo si puo’ fare. Qui ho imparato che se c’e’ una buona idea ma poi non va bene… si chiude. Noi vediamo sempre i successi ma tantissimi non ci riescono. Ma senza traumi. In Italia invece ho molti amici che magari per un’azienda che non ha avuto successo si sono trovati in serie difficolta’.

ITALIA NON SI RINNOVA – Dal punto di vista dell’informatica, l’Italia era un paese ottimo, ma praticamente tutte le aziende sono sparite in mani americane o straniere…sono rimaste solo aziende minori. E la stessa cosa e’ successa in Francia… Quello che e’ piu’ allarmante dell’Italia e’ l’incapacita’ di cambiare. E oggi il paese ha problemi gravissimi, a partire da un’amministrazione pubblica pesantissima e delle leggi antiquate…
L’impressione e’ che in Silicon Valley tutta l’infrastruttura sia fatta in modo da semplificare le cose e facilitare il successo delle aziende e delle persone che le realizzano. In Italia e’ esattamente il contrario: si cerca il successo “malgrado” le infrastrutture che dovrebbero facilitare e non essere d’ostacolo.

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