IdF oggi a Mind The Bridge, l’evento live in streaming. Intervista a Marco Marinucci

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Venture Camp 09 - Poster 1.0Il grande giorno e’ arrivato. Oggi Italiani di Frontiera e’ di scena al prestigioso evento ponte fra Italia-Silicon Valley, Mind The Bridge, nella sede del Corriere della Sera.

La presentazione, alle 14.30, con una conferenza multimediale introdotta da Moreno Gentili, curatore del progetto, per la prima volta proporra’ anche lo spot della web tv Italiani di Frontiera, in cantiere in collaborazione con i fantastici ragazzi di Shado.tv, di H-Farm.

Tutto l’evento si potra’ seguire online in streaming dal vivo sul sito dell’evento.

Concorso di idee con start up italiane in cerca di investitori, le migliori selezionate parteciperanno ad un roadshow oltreoceano davanti ai venture capitalist Usa. Poi convegni e tavole rotonde sui temi dell’impresa, dell’innovazione e dei capitali di ventura.

Qui l’annuncio di ieri su Reuters.
Ieri sera, pur provato dalle fatiche della vigilia, Marco Marinucci, ingegnere di Google, grande amico di Italiani di Frontiera, ideatore e animatore di Mind The Bridge, ha trovato il tempo per rispondere a qualche domanda.

– Quali le principali novità dell’edizione 2009?

Avere una partnership su un media primario (RCS/Corriere). L’obiettivo della nostra fondazione e’ avere un impatto rilevante sul sistema Italia. Quindi dobbiamo raggiungere le masse, non solo gli addetti ai lavori. La nostra partnership strategica con il Corriere ci permette questo.

Al Venture Camp dello scorso anno abbiamo seminato tra un centinaio di addetti ai lavori. Quest’anno siamo stati costretti a chiudere le prenotazioni all’evento dopo 4 giorni a 340 riservati, con altre migliaia che seguiranno i lavori in streaming su internet.
Avrebbero potuto essere 2 o 3 volte tanto. Vuol dire che i temi che trattiamo sono sempre piu’ prioritari in Italia.

– Come si è trasformato Mind The Bridge dalla prima edizione?

“Ci siamo strutturati. Dopo aver creato una Fondazione con sede a San Francisco, ho creato un Board e una squadra che segue il progetto in Italia. Nel frattempo gli alumni, le startup che sono passate nei cicli precedenti, sono diventate a loro volta gli ambasciatori del progetto, disseminando quello che hanno appreso, nello spirito del “give back”. La viralita’ del progetto era uno dei nostri obbiettivi primari. La seconda novita’ importante e’ offrire uno spazio ed un istanza piu’ lunga in Silicon Valley, attraverso i programmi del MTB Gym“.

– La cosa più difficile che hai dovuto fare come organizzatore?

“Incastrare una ventina di speaker eccezionali, che fossero allineati con lo spirito della nostra iniziativa, “disruptive” ma, al tempo stesso, costruttiva. Ora il passo successivo, sara’ critico. Cambiare il mind set e potenzialmente le policy perche’ il panorama imprenditoriale italiano possa rinnovarsi radicalmente”.

– La sorpresa più bella?

“La qualita’ dei progetti che si sono presentati e la risposta dell’audience. Il terreno e’ fertile”.

– Come ti immagini di essere sabato, alla fine di tutto?

“Tu che dici? Uno straccio, che altro! Ma, come si dice, stanco ma felice della bella giornata”.

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