Fabrizio Capobianco: ecco come TOK.tv ha conquistato la “mia” Juventus

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E’ andato tutto molto più velocemente del previsto, per l’ultima creatura di Fabrizio Capobianco, Top IdF Friend (protagonista della prima intervista Italiani di Frontiera, all’inizio dell’avventura californiana nel 2008)  e figura di spicco degli italiani di Silicon Valley, dopo il successo della sua Funambol di cui oggi è presidente. Con un piacevole scherzo del destino. Partita con successo negli USA, TOK.tv  doveva arrivare in Italia l’anno prossimo. Invece a Fabrizio è arrivato un messaggio della sua squadra del cuore e… in poco tempo è nata Juventus Live . Partenza alla grande, consacrazione sui media l’altro giorno, con un articolo su Repubblica di Riccardo Luna.
Ma andiamo per ordine. Incontrato la primavera scorsa durante il Tour a Silicon Valley con i Giovani Imprenditori del Sud guidati da Antonio Perdichizzi, Fabrizio  ha spiegato nei giorni scorsi a IdF la sua nuova avventura, rimbalzata in anticipo in Italia. Ed i suoi promettenti risvolti di business.

A Silicon Valley, con Jeff Capaccio, fondatore SVIEC, e Fabrizio Capobianco.

A Silicon Valley, con Jeff Capaccio, fondatore SVIEC, e Fabrizio Capobianco.

– Com’è nata l’idea di TOK.tv?

Ero stufo di vedere le partite da solo con il mio cane Roberto (detto Bobby, stai tranquillo). E’ una buona compagnia, pero’ quando segna la Juve e io urlo, si spaventa. Il mio sogno era vedere le partite con la mia famiglia, come facevo quando vivevo in Italia. Purtroppo pero’, loro sono in Italia, io in California, e mio fratellino adesso e’ in Mozambico. Mi sono dovuto inventare un modo per poter vedere le partite con loro a distanza. Adesso ci riesco, mi guardo la Juve con la mia app sul divano e mi sembra di essere a casa. Noi emigrati siamo ingegnosi…

– E com’è stata accolta negli USA?

Negli USA abbiamo lanciato tre app: TOK Baseball – partita già per le World Series del 2012 – , TOK Football – pubblicata poco prima del Super Bowl – e TOK for Oscars, unico esperimento non sportivo. Con TOK Baseball – entrata tra le top 10 apps della categoria “Sport” in US – abbiamo scoperto che gli utenti tornano ad usare la nostra app quotidianamente e che parlano in media per 24 minuti a partita. Numeri incredibili. Lì abbiamo capito che possiamo davvero essere la second screen app – o come diciamo noi – l’app da divano (o couch app) per eccellenza”.

– Cos’è piaciuto di più?

“La Social Photo – cioè la possibilità di scattare una foto a tutti i partecipanti alla living room (massimo 4) e di condividerla su Facebook – è stata accolta in modo strepitoso (quasi 15,000 foto scattate durante il primo weekend di Juventus Live…)”.

– Forse non pensavi di sbarcare così presto in Europa… da cosa è scaturito il contatto con la Juve?

“Un giorno ho ricevuto una mail da un indirizzo con dominio juventus.com. Credevo fosse uno scherzo (puoi immaginarti quante verifiche tecniche ho fatto per accertarmene…) e invece era davvero la mia squadra del cuore, la Juve. La passione di sempre che bussava alla porta di TOK.tv. Puro caso del destino”.

Fabrizio Capobianco durante l'incontro del Silicon Valley Tour di primavera

Fabrizio Capobianco durante l’incontro del Silicon Valley Tour di primavera

– E quali i primi riscontri nei primi giorni della app per la Juve?

“Con Juventus Live abbiamo raggiunto quota 100.000 downloads nel primo weekend. I commenti sull’App Store e sui nostri canali Social sono entusiasti. Insomma, non ci lamentiamo… Stiamo lavorando alla versione Android, e vorrei triplicare i downloads nel primo weekend “.

– Quali altre occasioni vedi in Italia per TOK.tv: altre squadre di calcio, altri sport o eventi…

“Noi non ci poniamo limiti 😉 Lo sbarco in Italia era previsto per il 2014 ma l’esperienza di Juventus Live insegna che l’imprevedibile è sempre dietro le porta. Fintanto che ci sarà qualcuno che vuole restituire alla TV il suo lato autenticamente Social, allora avrà senso pensare che TOK.tv possa trovare spazio sia per gli eventi sportivi sia per altri tipi di produzioni TV. E poi il team – come quello di Funambol – e’ tutto in Italia, quindi piu’ riusciamo a fare nel Bel Paese, meglio e'”.

– Dietro ad un servizio utile per appassionati e tifosi c’è un sistema in grado di definire il profilo di utenti possibili consumatori, per potenziali inserzionisti. Puoi spiegare questo aspetto di business?

“L’idea e’ semplice: l’85% della raccolta pubblicitaria mondiale e’ legata alla TV. Con l’altro 15% – di Internet – Google ha creato un’azienda enorme. Noi vogliamo avvicinare quell’85% a Internet. Oggi le aziende spendono un milione di dollari per una pubblicita’ durante il Superbowl. Non sanno quanti veramente l’abbiano vista, ne’ possono avere un feedback diretto (il famoso click-through di una campagna Internet). Se passa una pubblicita’ in TV e tu hai in mano TOK.tv, noi possiamo darti la possibilita’ di “cliccare” sulla pubblicita’. Passa uno spot di un libro in televisione, compare l’icona in basso a destra, tu pensi “bello, questo me lo compro”, un click ed e’ fatta. E’ una rivoluzione, in un mercato da 200 miliardi di dollari all’anno. Noi ci accontentiamo dell’1% …”.

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