Amici di Idf: carica creativa nella pirateria hi tech, dice guru Liang

 In Interviste e Incontri
Lawrence Liang - Roberto Bonzio

Le nuove tecnologie possono realizzare l’utopia di una redistribuzione. Non dei beni materiali ma delle aspirazioni, dei desideri e delle potenzialità espressive, nel creare e distribuire contenuti culturali. Per questo, la pirateria non va considerata solo come fenomeno di illegalità, occorre esaminarne altri aspetti.

Un parere controcorrente, quello di  Lawrence Liang, incontrato ieri a Milano per un’intervista. Occasione per presentargli brevemente il progetto Italiani di Frontiera.

“Parliamo di pirateria pensando solo ai miliardi di dollari persi da Hollywood (per il mancato rispetto dei diritti). Credo invece che dovremmo farlo considerando anche effetti e benefici e sociali della pirateria”,  ha detto Liang, avvocato indiano di origini cinesi, esperto di proprietà intellettuale e creazione collaborativa dei contenuti,  nel corso di una chiacchierata prima di essere ospite, ieri sera a Milano, dell’evento Meet the Media Guru organizzato da Mgm Communication di Maria Grazia Mattei.

Qui l’intervista dal notiziario Reuters.

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