Giorno di tragedia per la Norvegia, di vergogna per il giornalismo

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Riflessione amara sul giornalismo, dopo la strage di Oslo. Il sito indipendente dell’Istituto di Studi Arabi Jadaliyya propone una impietosa analisi di come è stata data la notizia, anche da importanti e autorevoli media internazionali, come New York Times e Financial Times: puntando subito il dito contro i fondamentalisti islamici. Prima che si scoprisse che l’autore dell’eccidio era un norvegese, fondamentalista antislamico.  Un giorno di tragedia per la Norvegia, un giorno di vergogna per il giornalismo,  scrive Jadaliyya.

Urge una riflessione davvero seria su come fare informazione, dopo tutto quel che sta emergendo anche sul caso Murdoch. Ha ancora senso accertare i fatti oppure l’informazione deve rassegnarsi ad essere manipolata e usata come strumento al servizio del potere, politico e finanziario e le idee ad essere frutot di preconcetti e non di conoscenza della realtà?

Per la cronaca, dopo le storiche prime pagine di ieri di Giornale (poi corretta in ribattuta di corsa) e Libero, che attribuivano l’attentato ad estremisti islamici, oggi il direttore di Libero Maurizio Belpietro ha cercato di giustificare l’errore. “Dunque abbiamo offerto una lettura sbagliata ma con quale ragione”.

Uno dei motivi di speranza, dall’informazione in Rete, è che nulla potrà essere nascosto e gli errori rimbalzeranno oltre una singola pagina. E che sarà sempre più dura, per chi non si adegua a questa regola, che impone trasparenza e umiltà.  E non sa nemmeno scusarsi.

Ne avevo parlato su Facebook lo scorso anno, a proposito del Vaticano e degli abusi sessuali...

 

 

 

 

 

 

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