Fare impresa a Silicon Valley, un tour de force fra incubatori e aziende innovative

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“Pensa in grande. Parti con intelligenza. Cresci in fretta”.

IdFLa seconda giornata  dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour,  promosso da Unindustria Forlì Cesena con Agenzia Viaggi Manuzzi e organizzato da La Storia nel Futuro, è stata una vera full immersion su come fare impresa, nella culla dell’innovazione.

Di primo mattino nella sede di San Josè, una sessantina di chilometri da San Francisco, Alfredo Coppola coamministratore delegato dell’incubatore Us Market Access  riassume con un’impeccabile analisi le chiavi del successo, che arride non alla tecnologia migliore, dice, ma a quella che ha il miglior marketing. Per affrontare un ecosistema dove tutto si muove rapidamente e occorre sapersi adeguare a questo ritmo, anche nelle presentazioni, che devono essere brevi e fulminanti. Imparare a colpire ma anche a capire rapidamente se  l’opportunità sfa sfumando. Con umiltà, sottolinea, ricordando la storia di un giovane brillante startupper con un bel progetto, dche ovendo incontrare 17 investitori ha immaginato si sarebbero fatti la guerra per ottenere la sua ottima idea, che invece per il suo atteggiamento arrogante è rimasta nel cassetto.

Nel cassetto rischiava di restare pure l’idea di Emilio Billi, che assieme ad Antonella Rubicco sta perfezionando  A3Cube, che in Italia era stato bocciato ed è invece visto con grande interesse a Silicon Valley, dov’è  incubato da Us Market Access. Un’idea dalla portata addirittura rivoluzionaria, ispirata dallo studio del cervello: sostituire un processore con tanti piccoli processori, in modo da aumentare enormemente le capacità di elaborazione di un computer, cosa che ridurrebbe consumi energetici  e di banda permettendo inoltre di moltiplicare utenti e contenuti e soprattutto di abbattere i tempi di realizzazione di elaborazioni complesse, come previsioni ambientali o economiche, che invece di alcuni giorni richiederebbero poche ore. Da tener d’occhio, Emilio e Antonella…

Ma a Silicon Valley possono sbarcare pure piccole e medie imprese. Che troppo spesso approcciano il mercato oltreoceano in modo maldestro, prima di tutto ignorando quanti e quali siano in realtà i loro concorrenti. E’ nel preparare con studi di settore ed assistere le aziende italiane che vogliono tentare il grane salto che si sta specializzando un altro incubatore, M31 di Aldo Cocchiglia, che facendo gli onori di casa, sempre a San Josè, ha spiegato ai giovani imprenditori romagnoli quanto sia importante affrontare una sfida così difficile come l’ingresso nel mercato USA con dati affidabili e studi di esperti per valutare le proprie effettive potenzialità ma anche per superare le barriere culturali con una realtà complessa, che questa sfida richiede.  E’ quel che fa M31, e in alcuni casi il consiglio è di lasciar perdere. Mentre quando un’azienda ha i numeri per percorrere questa strada, compensa poi la consulenza con una percentuale sui profitti o quote di azioni.

IdF SV Tour a Cisco, San Josè, con Carlo Tedesco

IdF SV Tour a Cisco, San Josè, con Carlo Tedesco

Si possono fare aziende di successo interagendo in modo singolare con dei colossi, ha spiegato invece nel quartier generale di Cisco Carlo Tedesco, ripercorrendo la straordinaria storia della company. E ricordando come Mario Mazzola e Luca Cafiero, storici manager della società, che vanta una forte presenza di italiani, abbiano adottato negli anni più volte una formula singolare: lasciare la società per fondare una startup, realizzare una tecnologia di successo, acquisita proprio da Cisco. Quindi farvi ritorno per ripartire dopo qualche anno con un’altra idea, un’altra uscita e un nuovo ritorno coronato da successo. E da un impatto finanziario non indifferente.

E se il business riguarda la tv e il suo futuro? Nell’ultima tappa del tour de force, a Minerva Networks, Mauro Bonomi  ceo della società spiega che la tecnologia della sua azienda segue una strada precisa: saranno sempre più i contenuti… a inseguire gli utenti e non viceversa. Dunque non solo la tv non è stata uccisa dal web ma reti e infrastrutture dovranno favorire un’interazione per una fruizione di contenuti sempre più personalizzata, su televisori ma anche su apparecchi mobili. Il tempo per l’utlima foto ricordo e si riparte. Serata a Palo Alto. E le prossime tappe saranno a Facebook e Stanford...

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