Google e IBM, una giornata indimenticabile (IdF SV Tour)

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L’inizio tanto per cambiare all’insegna del consumismo sfrenato. Il pullman si ferma a poca distanza dal negozio e l’impatto con il cuore del web, il quartier generale di Google a Mountain View, a sud di Palo Alto, è con carte di credito sonanti, saccheggiando il merchandising di uno dei marchi più celebri del pianeta. Saremo Italiani di Frontiera ma pur sempre italiani… e giù tazze, felpe, magliette, gadget…

Ma dura poco, Paolo Ferraris, ingegnere genovese che ci fa da guida (in arrivo videointervista sul suo straordinario lavoro sulla stampa da remoto) ci fa entrare nella sede multicolor. Campus da favola, Scivoli a fianco delle scale, all’esterno piscina di pochi metri quadrati ma con acqua corrente, dunque si nuota… stando fermi, come sta facendo un giovane asiatico sotto gli occhi della bagnina… personalizzata, obbligatoria pure nella micro vasca).

I coriacei manager dell’IdF Silicon Valley Study Tour guardano estasiati e increduli. Si può davvero  lavorare, e moltissimo, ma senza orari fissi e in un ambiente fantastico, fra palme, prati e arredi ecocompatibili, color pastello.

Marco Marinucci, vecchio amico di IdF da anni a Google, illustra come l’azienda di Larry Page e Sergei Brin si sforzi ostinatamente di difendere la propria diversità nello stile aziendale, facendo dell’informale la propria bandiera. Al punto da aver istituito la figura del Direttore Culturale, incaricato di controllare che l’azienda in costante crescita non snaturi la propria identità.

Nel frattempo, dice Marco, Silicon Valley è abbastanza in controtendenza nell”economia globale e conosce un boom di liquidità senza precedenti. I residenti locali misurano lo stato di salute del business con il tempo che richiede il percorso da San Francisco a Silicon Valley. E il traffico tornato  intenso è un buon segnale…

Pranzo nella fantastica mensa (ogni tipo di cucina etnica, chi vuol farsi del male può tentare la pasta al pesto…) e si parte per IBM, San Josè.

Colline arse dal sole, non è il posto da passeggiate visto che si trovano oltre a tacchini selvatici pure serpenti a sonagli e puma.

Luisa Bozano (genovese pure lei!) esperta di nanotecnologie fa gli onori di casa con un panel di esperti di prima qualità. Chuck Wade, Winfried Wilcke, Hareem Maune, Scott Kennedy e Paul Lawryk tengono banco con una folta platea italiana (a nostro gruppo si sono aggiunti una quarantina di giovani degli altri due Silicon Valley Study Tour), raccontando un’altra faccia del mondo dell’hi tech, quello di un colosso consolidato da decenni, spaziando dalla ricerca alle strategie globali di marketing.

Due ore dense di domande e risposte, si torna a casa passando per il leggendario garage di Palo Alto dove due neolaureati di Stanford, Bill Hewlett e David Packard tennero a battesimo la Silicon Valley…

Oggi giovedì niente più colossi hi tech ma full immersion fra le start up italiane di Slicon Valley, in passerella in una giornata evento all’Istituto Italiano di cultura.

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