Crisi vs Futuro: Italiani di Frontiera in vetrina a Pordenonelegge con il libro EGEA, presto in ristampa

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E’ uno dei festival letterari più prestigiosi del Paese, in costante crescita… nella città in cui ho mosso (nel millennio scorso sigh!) i primi passi da giornalista, nella redazione del Gazzettino.

E’ dunque un onore e un piacere tornare a Pordenone (a qualche anno dall’intervento a Le Voci dell’Inchiesta, a qualche mese dal seminario per i giornalisti con il Circolo della Stampa di Pordenone) fra tantissimi amici vecchi e nuovi come autore, per presentare a Pordenonelegge   il mio “Italiani di frontiera. Dal West al Web: un’avventura in Silicon Valley” (EGEA) che secondo le previsioni sarà presto in ristampa.

L’appuntamento:
SABATO 19 SETTEMBRE 2015
ORE 10:00
Palazzo Montereale Mantica,
Lo spunto dell’appuntamento in una bella sintesi

Incontro con Grazia Lissi e Roberto Bonzio. Presenta Stefano Moriggi.

Un motivo in più di soddisfazione, essere inserito in un programma che tratta quest’anno un tema particolarmente in sintonia con le parole chiave di Italiani di Frontiera: Crisi vs Futuro.

Ecco come l’hanno spiegato gli organizzatori

“C’è una parola che abbiamo incontrato spesso, in quest’ultimo anno, nei libri che abbiamo incrociato o che ci sono stati proposti. Non è difficile indovinare: è la parola “crisi”. Una parola declinata in tutti gli accostamenti possibili, dall’economia alle istituzioni, dalla famiglia all’impresa, e poi fin dentro lo specifico di cui ci occupiamo: crisi dell’editoria, crisi del libro. Crisi, ovvero, necessariamente: cambiamento. Il momento della crisi è quello di un passaggio, di cui avvertiamo gli effetti, e di solito generano segnali di disagio, peggioramento, allarme. E’ necessario cercare di capire che cosa sta accadendo, durante una crisi. E oggi più di sempre è proprio nei libri che si trovano, se non le risposte, le domande giuste. E poi nei libri di quest’anno ricorre, senza che vi sia paradosso, un’altra parola: “futuro”. Solo il futuro, il futuro che è già qui e che dobbiamo imparare a vedere sarà non la soluzione, ma la conseguenza della crisi. Ci appare chiaro, oramai, che quello che è stato il mondo della crisi, è il mondo di ieri, e il suo tempo non avrà più corso. Mentre il mondo dove le conseguenze della crisi sono già all’opera si lascia intravedere, soprattutto attraverso i libri, nell’avvento di nuove dimensioni di esistenza, di produzione e di relazione comunicativa. Abbiamo cinque lunghi giorni, meravigliosamente intensi, per imparare a leggerle meglio e per parlarne insieme”.

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