Con Cisco al Politecnico, una lezione la “missione impossibile” di comandare le Frecce Tricolori

 In Eventi

Quando Paolo Tarantino, giovane colonnello  del Comando Forze da Combattimento dell’aviazione militare ha spiegato come si guida un gruppo di eccellenza assoluta come le Frecce Tricolori, pattuglia acrobatica considerata la migliore al mondo di cui e’ stato comandante… beh c’era da stare ad ascoltarlo a bocca aperta. E io l’ho fatto, seduto in seconda fila, guardandolo purtroppo da dietro gli occhiali da sole perche’ avevo smarrito quelli da vista…

Non so cosa abbia pensato lui, per me e’ stato comunque illuminante.  Tarantino ha detto che in un un gruppo selezionatissimo di giovani professionisti giunti ai vertici assoluti nel loro campo, dunque con competenze, abilita’ ed autostima stratosferiche, la differenza la fa… il saper restare con i piedi per terra. E dunque le doti di umanita’, indispensabili per convivere quotidianamente con rischio e prestazioni altissime. Il saper rinunciare a un po’ del proprio ego per riconoscersi ed affermarsi nel gruppo e nello spirito di squadra.

L’occasione per ascoltare Tarantino, al Politecnico di Milano Bovisa, nella giornata conclusiva della Cisco Friday University (11 giugno), ospite di David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia e vicepresident Cisco Europe e di Alberto Degradi, che della Friday University e’ il responsabile. Due Top Friends di IdF, che a Italiani di Frontiera hanno voluto dedicare uno degli appuntamenti della Friday University e persino un prestigioso evento ad hoc, per gli Stanford Alumni, sempre nel quartier generale Cisco di Vimercate.

Saro’ anche un fissato, ma nella presentazione del comandante ho trovato alcune delle parole chiave di Italiani di Frontiera. E della mia esperienza, in California e al ritorno in Italia. Perche’ una delle cose che piu’ mi hanno colpito in questa avventura e’ stato scoprire come persone straordinarie, alcune con alle spalle imprese storiche nel campo dell’innovazione, sappiano coniugare semplicita’ ed eccellenza. Anzi, come  l’informalita’ sia persino funzionale al pensiero piu’ avanzato. Mentre nel nostro Paese si e’ abituati a sopravvalutare chi se la tira magari senza motivo ed a sottovalutare chi invece e’ alla mano, anche se si tratta di persone eccezionali.

Anche nelle riflessioni di Francesco Sacco, docente della Bocconi, che all’evento Cisco ha parlato di innovazione in Italia, ho ritrovato molte delle parole chiave di IdF, specie su importanza dello spirito di squadra, su rivalita’ e conflittualita’ cui siamo quasi rassegnati.

Alla fine ricordino Cisco in vetro inciso per i relatori 2010, compreso il sottoscritto (quello per il colonnello delle Frecce Tricolori e’ volato.. per terra finendo in frantumi). In chiusura sono volati in aria pure i cappelli, dopo che tra una conferenza e l’altra, David e Alberto non si erano risparmiati battute e persino siparietti da duo consumato, in un’atmosfera di allegria che non so quanto sia facile trovare, di questi tempi, nelle aziende italiane.

Eccellenza, informalita’ e persino senso dello humour. Beh questo e’ il tipo di persone con cui IdF spera di crescere…

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